Ho fatto un sogno, peccato che fosse solo tale.

Ho fatto un sogno (tratto dal mio articolo per NurseTimes)

Ho fatto un sogno, era un periodo buio, un virus teneva in scacco tutto il mondo, in Italia poi… la nazione europea con più contagi e seconda solo alla Cina regnava il caos, la paura ed il terrore di nuovi contagi era dietro l’angolo. 

Il servizio sanitario nazionale poi… in totale affanno, con infermieri, medici, operatori socio sanitari e chi più ne ha più ne metta, che si facevano in quattro per sopperire alle mancanze, anche senza presidi idonei. 

Medici ed infermieri in pensione richiamati per sopperire una mancanza di unità. Mancanza che nonostante i tanti concorsi, ancora non è colmata. 

Mancanze che derivano dai continui tagli che la sanità italiana ha subito nel corso degli anni. Il sogno continuava e forse vicino al risveglio, vedevo che tutti osannavano gli operatori sanitari… 

Gli stessi operatori sanitari che nei giorni precedenti all’emergenza venivano derisi, insultati e malmenati… 

Ci chiamavano eroi, ma gli eroi per me sono ben altri… noi siamo professionisti e vogliamo solo essere trattati da tali, non siamo solo professionisti perché c’è un’emergenza e tutti noi ci sacrifichiamo. 

E pensate che anche da “eroi” sono stati proposti contratti e compensi al limite del ridicolo. 

NOI siamo gli stessi professionisti che ogni giorno lavorano duramente per fare la differenza. Nel mio sogno gli ospedali stremati, cercavano disperatamente infermieri d’assumere per fronteggiare l’emergenza, come se quella di prima fosse un’emergenza differibile. 

Allora una domanda mi viene spontanea, dovevamo arrivare a questo punto per essere “rispettati”? Perché per quanto possa essere dura al momento, domani quest‘emergenza finirà… e noi infermieri saremo ancora la dove ci avete lasciati. 

La sanità italiana deve rialzarsi in piedi… 

NOI dobbiamo rialzarci in piedi. 

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